Se lontano dal Curi la vittoria al Perugia manca ormai da tempo quasi immemore, ormai anche in casa si comincia a non scherzare. L’ultimo successo risale all’ultima giornata del campionato scorso, quella platonica (3-0, doppietta di Montevago e rete di Kanoute) contro il Pontedera. Sono trascorsi cinque mesi e mezzo, per la precisione sabato saranno passati la bellezza di 167 giorni, anche se di mezzo c’è stata l’estate.
Novara (6 pareggi e 2 sole sconfitte), Pro Patria (4 pareggi e 4 sconfitte) nel girone A e Perugia (3 pareggi e 5 sconfitte, lo score peggiore) nel Girone B sono le uniche squadre ancora mai vincenti nel calcio professionistico italiano. Quattro squadre nel Girone B hanno fatto peggio dei grifoni (6 gol all’attivo) in attacco, ovvero Guidonia, Torres, Rimini (5) e Livorno (4). Solo 3 squadre hanno fatto peggio in difesa, dove i grifoni hanno già subito la bellezza di 13 gol: si tratta di Pontedera, Bra (14) e Juventus NG (16).
Quello del Perugia in casa è il rendimento peggiore del girone B: 1 pareggio e 3 sconfitte, 1 solo punto all’attivo, 1 gol segnato e 5 subiti. Fuori casa i grifoni (2 punti, con 2 pareggi e 2 ko come Pontedera e Vis Pesaro) hanno fatto sinora meglio solo di Bra (4 ko) e Torres (1 pari e 2 ko).
E siamo al match in arrivo: con 2 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte non sta tanto meglio il Rimini, che in trasferta ha rimediato 1 vittoria, 1 pari e 2 sconfitte, segnando appena 3 gol e subendone però soltanto 4. Va sottolineato come con 7 punti all’attivo, ora senza penalizzazione i romagnoli occuperebbero il settimo posto in classifica. D’altro canto va anche sottolineato il fatto che il futuro per il Rimini ultimo in classifica si profila tutt’altro che allegro. Agli attuali 12 punti di penalizzazione se ne aggiungeranno quasi certamente presto altri 4, tornando in ogni caso ad allargare nuovamente lo svantaggio attuale di 8 punti dai grifoni.



Siamo agli stessi problemi dell’anno scorso, difensori dai contratti esosi x la C tutti infortunati, centrocampo scarso, attaccanti che non la buttano dentro, per di più con una rosa indebolita.
Rescindere i contratti e tirare a salvarsi, altra medicina non c’è.
Sono comunque regali in gran parte della vecchia società.
Troppo fuerte!
Sarò impopolare e un po’ freddo e calcolatore con quello che sto per dire e forse mi beccherò pure qualche insulto, ma non mi interessa.Per il calcio perugino, salvare la serie B sarebbe il minimo indispensabile o quantomeno sarebbe la dimensione giusta, figuriamoci salvare la serie C, cioè una categoria talmente scandalosa, mediocre e dai danni incalcolabili (in termini di immagine e di rapporto tra entrate ed uscite) che confrontata al Curling renderebbe pure quest’ultimo molto ma molto meno noioso e molto ma molto più serio. La C per il Perugia Calcio, insomma, sarebbe la “base ultima” (come è quasi sempre stato nella sua storia), nel senso che sotto non ci deve essere altro (un po’ come per le squadrette dei quartieri il cui minimo è la Terza Categoria e basta, dove ancora esiste). Ma se pure quella che dovrebbe essere la normalità viene messa in discussione, con tutto il rispetto, chiudesse definitivamente il calcio in questa città! Siamo in tanti ormai ad essere stanchi di cotante cecità e dabbenaggine travestite da passione e tocca iniziare anche ad essere realisti (almeno ogni tanto non guasterebbe; sempre meglio che vivere all’infinito di delusioni inaspettate “per modo di dire”, false aspettative e quant’altro; d’altronde già lo dicono parecchi perugini e da tempo che qui il calcio è finito, solo che vengono ignorati per ragionamenti di comodo)! Bisogna capire che se finisci nel dilettantismo rivincendo qualche campionato e ritornando in C ma poi da lì riscendi di continuo (o ci stagni per un po’ fino a rifallire, quindi comunque riscendendo nelle fogne e anche questo sempre di continuo), a quel punto entri in un meccanismo talmente tossico, deleterio e deprimente che diventa impossibile uscirne (anche coi miracoli, che non esistono); non è detto infatti che uno si rilancia per davvero ripartendo dal basso, soprattutto se riparti dal basso spesso dandolo per scontato con superficialità, come fanno molti che qui ingenuamente penseranno che sia di nuovo ripetibile il bel periodo vissuto tra il 2011 e il 2014. In quel caso sarebbe meglio che a Perugia sia dia priorità a ben altro che non sia un investimento a perdere come una squadretta locale di calcio che saprebbe fare al massimo una misera e ridicola spola tra serie D e serie C: di questa roba qua non penso affatto che se ne dispiacerebbe la maggioranza della comunità e/o dell’opinione pubblica nostrana, ma tanto penso che sia uno scenario utopico poiché al Comune, che sia di destra o di sinistra, sai che gli frega della categoria e della squadra, basta che ci sia il citrullo di turno che gestisce la società che gli paghi il gruzzolo periodico della concessione dello stadio.Voglio essere fiducioso che comunque sia solo un brutto incubo della durata di qualche mese e che a maggio ci si svegli vedendo che siamo salvi e ancora in serie C. Dobbiamo uscirne in tutti i modi possibili, altrimenti la realtà non sarà poi tanto diversa da un film horror distopico.
con la spocchiosità non si va avanti!!!!! la realtà è serie D…. umiltà!!!!
Beh…. almeno in qualcosa eccelliamo!
Un grazie a Faroni……….💩💩🤮🤮
Grazie ai tifosi ( non so se ci sei anche tu co..)che hanno cacciato un Presidente più che sufficiente in alcuni anni anche ottimo!!!!!
Allora vatti a consolare da lui, dato che lo rimpiangi. Questo che stiamo vivendo ora a Perugia è anche grazie al suo operato.
Sei solo un mediocre. Se servirà mandiamo via anche questo tranquillo. Per ora Faroni ha fatto come Santopadre: nulla. L’ultimo calcio a Perugia si é visto con Gaucci. L’ultima B una fiammata deludente, se solo avesse Santopadre venduto 5-6 anni prima
Non c’è che dire: Abbiamo fatto progressi passi da gigante “come più non si poteva”🤣🤣🤣🤣
Aspettiamo. Ancora è presto
ultimamente a record negativi siamo imbattibili
Miserrimi
Certo, logico